POST ORGASMIC CHILL

L'elicottero comincia a ronzare sopra Venezia. Ma il tempo non è ancora buono per atterrare. Si risale un attimo sopra le perturbazioni. Intanto si sente una delle due guardie del corpo impartire ad uno dei due bamboccioni una lezione abbastanza accurata sul post-orgasmic chill:
"Dopo il primo orgasmo è necessario staccarsi, ma senza perdere il contatto. Non conviene lavarsi, meglio lasciare che gli umori si secchino sulla pelle. Non bisogna coprirsi con le lenzuola, almeno non completamente. Un lembo deve coprire una zona di desiderio, un mezzo gluteo, il dorso del piede, tre vertebre lombari, ma il lenzuolo non va tirato e stirato, deve restare attorcigliato e se in un punto forma un grumo che duole e decubita sul corpo, ecco bisogna lascirlo stare. Bisogna soffrire quel poco. I genitali devono restare esposti: feriti, tumefatti, umidi, in posizione inelegante, spontanea. Il sesso maschile trova l'onore del gattino dopo aver fatto la tigre, quello femminile rimane aperto quel tanto che basta, quel minimo per mantenere la sua formidabile sconcezza.
Le parole fra i due devono essere rade. Battute secche, anche spiritose. Nessun discorso lungo, e niente che ricordi il sesso. Piuttosto bisogna dire: forse ho dimenticato il gas aperto, mia madre deve andare dalla parucchiera, ieri notte sono entrati i ladri in casa mia. Le risposte devono essere poco intonate, quasi digressive e sempre laconiche. Ad esempio: un mio amico è andato dal barbiere e ha chiesto di farsi castrare, è stato accontentato nel retrobottega; i miei tre figli maschi sono tutti ingegneri, la femmina si prostituisce sulle navi di crociera, faccio sempre le vacanze completamente da solo: a volte mi fermo in un posto altre volte percorro migliaia di chilometri in treno.
Il contatto deve restare in punta di dita. Basta un mignolo piantato solidamente in un fianco, oppure le dita dei piedi infrattate trai glutei. Si può anche fingere di dormire e arrivare ad un dolce dormiveglia, ma non addormentarsi, perché il rischio al risveglio sarebbe trovare il letto vuoto e la persona scomparsa. Poi sarebbe inutile fare indagini, vedere se ha lasciato i vestiti e ha ricominciato con qualcun altro in qualche altra camera dell’albergo. E sarebbe inutile attendere che torni a prenderseli i vestiti, ci sono persone che hanno atteso anni. Quando finisce è sempre troppo tardi.
Ma se tutto è andato bene si può ricominciare dopo tredici, massimo diciotto minuti. E’ bene farlo senza particolare progressività, possibilmente con una penetrazione improvvisa, precisa e implacabile. E poi forzare al massimo per cinque, dieci minuti, come due coguari. Poi estrarre e guardarsi bene in faccia, dalla distanza giusta. Ecco in quel momento ci si riconosce completamente. Si ricompone il mito di Platone.."
Le parole fra i due devono essere rade. Battute secche, anche spiritose. Nessun discorso lungo, e niente che ricordi il sesso. Piuttosto bisogna dire: forse ho dimenticato il gas aperto, mia madre deve andare dalla parucchiera, ieri notte sono entrati i ladri in casa mia. Le risposte devono essere poco intonate, quasi digressive e sempre laconiche. Ad esempio: un mio amico è andato dal barbiere e ha chiesto di farsi castrare, è stato accontentato nel retrobottega; i miei tre figli maschi sono tutti ingegneri, la femmina si prostituisce sulle navi di crociera, faccio sempre le vacanze completamente da solo: a volte mi fermo in un posto altre volte percorro migliaia di chilometri in treno.
Il contatto deve restare in punta di dita. Basta un mignolo piantato solidamente in un fianco, oppure le dita dei piedi infrattate trai glutei. Si può anche fingere di dormire e arrivare ad un dolce dormiveglia, ma non addormentarsi, perché il rischio al risveglio sarebbe trovare il letto vuoto e la persona scomparsa. Poi sarebbe inutile fare indagini, vedere se ha lasciato i vestiti e ha ricominciato con qualcun altro in qualche altra camera dell’albergo. E sarebbe inutile attendere che torni a prenderseli i vestiti, ci sono persone che hanno atteso anni. Quando finisce è sempre troppo tardi.
Ma se tutto è andato bene si può ricominciare dopo tredici, massimo diciotto minuti. E’ bene farlo senza particolare progressività, possibilmente con una penetrazione improvvisa, precisa e implacabile. E poi forzare al massimo per cinque, dieci minuti, come due coguari. Poi estrarre e guardarsi bene in faccia, dalla distanza giusta. Ecco in quel momento ci si riconosce completamente. Si ricompone il mito di Platone.."
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