L'INCONTRO

Ed ecco che si parte tutti in comitiva per andare a processare il malcapitato ladro.
Mia moglie è già in vena di sentenze, dice:
"Secondo me merita la morte."
"Ma su, non esagerare. Diamogli una lezione, spaventiamolo." Faccio io.
"Sciocchino ho detto che la merita, mica che intendo infliggergliela. Ti sembra che mi sia portata dietro una ghigliottina portatile?"
"Tu no di certo, ma è Pusher che mi sembra pericoloso. Uno che fa della severità un credo. Stabiliti i limiti etici ecco che non perdona."
Si capisce che Pusher è nell'altra macchina.
"In effetti io l'ho visto in azione. Sua madre era fascista e suo padre partigiano, o forse il contrario. So che entrambi sono finiti a dormire sotto i ponti e si sono beccati la sciatica. Poi hanno tentato di dare la colpa al Piano Marshall che li aveva esclusi e beffati."
Questo che parla è Igor Marini, in macchina con noi insieme a Scaramella e all'infermiere. Ci sono proprio tutti.
Mia moglie si sente di proseguire con argomentazioni piuttosto retrive, conoscendola bene ritengo che ci metta dentro anche una buona dose di ironia. Dice:
"Un tempo le regole venivano rispettate di più. si stava meglio quando si stava peggio e neppure ci sono più le mezze stagioni. Un tempo si poteva uscire e saltellare con la gonna larga a maezza gamba, i calzettini bianchi e le scarpette di vernice. ORA IO HO PAURA. Si vedono delle facce!"
"Dei bruttarelli! Vorresti metterli a morte?"
"Tu stai zitto, altrimenti ti metto in una vasca da bagno insieme alla moglie del tuo amico. Zozzoni! Insomma, non ti dico che eseguirei le condanne, ma almeno metterei su la messa in scena. Lo spettacolino di una bella impiccagione e poi all'ultimo momento direi: bene monellaccio per stavolta ci accontentiamo di mandarti in campagna qualche annetto a fare il contadino e bere il vinello puro e diuretico, ma sei fai l'asino un'altra volta come minimo ti tagliamo i maroni."
Improvvisamente la gigantesca macchina monovolume a sette-otto posti che è con noi e che contiene il resto della banda capeggiata dal Pusher e dal mio amico sembra coinvolta in uno strano incidente. Siamo in prossimità di una rotatoria che ha un numero imprecisato di sbocchi. Si alzano ampie volute di fumo, si sentono freni stridere e suoni di clacson. Decine di macchine paiono coinvolte, ma non pare vi sia un vero e proprio incidente.
Si vedono mezze dozzine di uomini in nero uscire dalle macchine e impugnare mitragliette e pistole. Tutti hanno la ricetrasmittente con microfonino e auricolare. Alcuni sono rasati a zero, altri hanno un simpatico caschetto color carne che si distingue a malapena giusto perchè un pochino più opaco.
A questo punto si può dire che vi sia un vero e proprio blocco del traffico. Almeno venti auto coinvolte, ma non si vedono fiamme elevarsi. Diverse persone vengono fatte uscire dalle loro auto, specie quelle più vecchiotte e più giù di carrozzeria. La guida viene presa da qualcuno degli uomini in nero che così formano una sorta di barricata con queste auto un po' sdozze per chiudere gli accessi alla rotonda. Ma non si sentono spari e non si vedono fiamme alzarsi.
Da una delle auto, più piccola delle altre ma ugualmente nera e inquietante, esce un uomo dal pelo rossiccio e dal sorriso esultante. Intorno a lui altre cinquine di uomini gli danzano intorno per fargli da scudo.
"Ma che cazzo succede?" Si decide a chiedere mia moglie.
"E' Ennio Doris." Dice Igor, Presidente di Mediolanum.
Il mio amico gli si fa incontro e subito inscenano un lungo saluto in cui si danno cinque, poi si danno i pollici, poi si danno il palmo di rovescio, poi si danno i gomiti, poi i fianchi, poi fanno un saltello e infine fanno un doppio "svitalampadina" piuttosto in alto.
Mia moglie prende la cosa non tanto benee grida:
"Ehi voi! Pensate che qui si voglia far notte? stavamo andando ad eseguire un interrogatorio o che cosa? Pensate anche all'imputato che se ne sta legato in un casermone..."
"Sì, sono d'accordo." Intercala Igor.
"Poi," dico io "c'è Pusher che non sembra gradire molto questo intermezzo. se si incazza scatena i suoi e dopo sono cazzi per questo plotoncino di Guardie del Corpo."
Dalla macchina esce anche la moglie del mio amico che a distanza si capisce benissimo che redarguisce un pò tutti. A una guardia del corpo che si era fatta avanti pare che gridi:
"Testa d'un celenterato di merda, vuoi che ti faccia assaggiare qualcheduna delle mie unghie posticce?"
Seguono momenti in cui la tensione si taglia come burro caldo-umido.
"pare che Ennio venga con noi. Grande!" Dice Igor, senza che si capisca come abbia fatto ad interpretare una sistuazione talmente caotica, con un mezzo esercito schierato intorno a due amiconi che si fanno le burle, una moglie incazzata che strepita e un Pusher terrificante che aspetta incazzatissimo in macchina.
In men che non si dica la scena si ricompone e si riparte. Doris ci segue con la sua Smart corazzata. Ai poveri vengono restituite le loro auto insieme a qualche mazzetta perchè non rivelino ai giornali quanto è successo. Si va, finalmente. L'imputato ci attende bello legato.
Labels: MEDIOLANUM pusher BURRO
0 Comments:
Post a Comment
<< Home