Reggio nell'Emilia
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Ieri pomeriggio nonostante il caldo abbiamo deciso di andare a Reggio nell'Emilia a fare un giro. La moglie del mio amico mi ha detto che io comunque apparivo fresco come non mai. Evidente che mi ama, ma ciò nulla toglie al marito che pure è mio amico e che non voglio tradire in maniera esasperata.
Dunque siamo andati. Con noi è pure venuto il nostro compagnuccio infermiere, grigio come non mai, con l'occhio di bue, confuso peggio di una scatola degli attrezzi di un idraulico sloveno.
Per le strade di reggio c'erano tutt'al più gruppetti slegati di badanti moldave o ucraine e di lavoratori maghrebini magrolini e pure di giovano provenienti dal corno d'Africa.
L'infermiere indicava la strada:
"Di qua!" "Di là!" "Proseguiamo!"
Incoraggiava anche i gruppi di astanti:
"Voi proseguite pure!" "Conversate pure in libertà!" "Continuate così!"
La moglie del mio amico ben presto si è messa in testa di catturare esseri umani. Ne è nata discussione.
"Ma come facciamo a caricarli in macchina? Vuoi metterli nel bagagliaio senza che nessuno veda?" Ha contestato il mio amico.
"Ma chi ti dice che voglia prenderne più di uno?" si è difesa lei.
"Lo so che fai così. Non ti accontenti. Sei avida."
"Ora vediamo." si è inserito l'infermiere. "Non è detto che le cose debbano sempre andare male. ci sono anche molti stranieri che possono rappresentare una buona copertura."
"E' difficile che possiamo prendere quelli." ho voluto dire io a difesa del mio amico. "le accuse di razzismo fioccano. Metti che per sbaglio prendiamo qualcuno che è già stato vittima di uno sbarco clandestino e che è stato chiuso nella stiva di una nave per settimane. Quel poveretto impazzisce."
"ma dai, orsù" si è inserita mia moglie "non credo proprio che tra questi stranieri ci sia qualche juventino..."
"Non si sa mai" ho aggiunto io "a volte si fingono juventini o milanisti per integrarsi meglio, altre volte si dichiarano cattolici e non sanno nemmeno chi è la Madonna, in relaltà rimangono animisti."
"Poi lo so come va a finire" Ha detto il mio amico "Che poi al prigioniero o ai prigionieri tocca dar da mangiare a me. e tu non li minacci nemmeno di tortura. Diffcile che ammettano i favoritismo arbitrali e la sudditanza psicologica. Alcuni tentano persino la fuga. Ad un ragioniere di Alessandria ho dovuto perfino sparare per finta. Lui poveretto si è steso per terra in giardino. Fortuna che era notte, altrimenti poteva riconoscere qualche elemento della casa e farci beccare."
"Avete mai catturato qualche uomo e donna insieme?" Ha chiesto l'infermiere.
"Sì, si sono messi a fare del sesso in cantina. Uno schifo. Quando li abbiamo liberati hanno continuato a vedersi per un anno. Li abbiamo spiati e ci siamo divertiti un mondo. facevamo telefonate minatorie minacciando di rivelare ai rispettivi coniugi." Ha detto ridendo la moglie del mio amico.
"Tu gli avevei messo quel peperoncino venezuelano nella sbobba, mi ricordo. Non avevano ritegno. Facevano la cacca nel vaso e poi si avvinghiavano subito dopo. La donna non era nemmeno juventina, teneva il Casale, serie C2, così lei l'ha liberata subito. A lei piacciono le liberazioni, così fa la buona. Poi li incoraggia, dice che si riprenderanno presto, che dimenticheranno e sconsiglia loro di concentrarsi molto sulle indagini. A volte li bacia in fronte prima dell'addio."
"E cosa dovrei fare? Una finta esecuzione? Tanto lo capiscono che non siamo maligni." Ha concluso lei prima di darmi una strizzatina di testicoli.
Alla fine abbiamo lasciato correre. Abbiamo accantonata tutti quei discorsi e siamo andati a casa del mitico DJ Salvo Minoccheri in località Casalgrande. qui la festa è continua. I vassoi di coca si sprecano e Salvo se ne sta dietro la sua consolle a emanare techno-house per tutti.
Ha baciato mia moglie alla francese e lisciato le mammelle alla moglie del mia amico. Ha abbracciato l'infermiere e inscenato un saluto complicatissimo fatto di mosse, contromeosse e mossette col mio amico. Ha me ha detto:
"Ciao Dottor House, come sta quella rossa trash che mi hai passato all'agriturismo? O non era l'albergo Airone?"
Chissà con chi mi confondeva, comunque la festa era in una fase ottima. Da sotto i tavoli sono spuntate una mezza dozzina di Messaline magre e col seno poco prospero, con abito bianco e bretelline che si sono messe a declamare rap d'autore:
Mia brutta, io ti voglio cuocer tutta
sei una castagna spettinata,
come una puttana appena nata
mia bella,
io ti bevo in scodella
sei come il vento
ma di sbranarti non mi pento
mia brutta,
mio dolce e mia frutta
della tua bocca se ne può far due,
ti amerei anche se avessi la lue
mia bella,
anche meglio della tua gemella sorella
son freschi i tuoi baci rapaci
come angurie profonde come le mie lussurie
Poi il mio amico ha insistito per andare. Ha detto che era il momento giusto, fin che la festa era in auge. Mi ha chiesto se domani lo accompagno insieme all'infermiere. devono andare in tre posti: da una prostituta, dal pusher e dal maestro di piano.
Dunque siamo andati. Con noi è pure venuto il nostro compagnuccio infermiere, grigio come non mai, con l'occhio di bue, confuso peggio di una scatola degli attrezzi di un idraulico sloveno.
Per le strade di reggio c'erano tutt'al più gruppetti slegati di badanti moldave o ucraine e di lavoratori maghrebini magrolini e pure di giovano provenienti dal corno d'Africa.
L'infermiere indicava la strada:
"Di qua!" "Di là!" "Proseguiamo!"
Incoraggiava anche i gruppi di astanti:
"Voi proseguite pure!" "Conversate pure in libertà!" "Continuate così!"
La moglie del mio amico ben presto si è messa in testa di catturare esseri umani. Ne è nata discussione.
"Ma come facciamo a caricarli in macchina? Vuoi metterli nel bagagliaio senza che nessuno veda?" Ha contestato il mio amico.
"Ma chi ti dice che voglia prenderne più di uno?" si è difesa lei.
"Lo so che fai così. Non ti accontenti. Sei avida."
"Ora vediamo." si è inserito l'infermiere. "Non è detto che le cose debbano sempre andare male. ci sono anche molti stranieri che possono rappresentare una buona copertura."
"E' difficile che possiamo prendere quelli." ho voluto dire io a difesa del mio amico. "le accuse di razzismo fioccano. Metti che per sbaglio prendiamo qualcuno che è già stato vittima di uno sbarco clandestino e che è stato chiuso nella stiva di una nave per settimane. Quel poveretto impazzisce."
"ma dai, orsù" si è inserita mia moglie "non credo proprio che tra questi stranieri ci sia qualche juventino..."
"Non si sa mai" ho aggiunto io "a volte si fingono juventini o milanisti per integrarsi meglio, altre volte si dichiarano cattolici e non sanno nemmeno chi è la Madonna, in relaltà rimangono animisti."
"Poi lo so come va a finire" Ha detto il mio amico "Che poi al prigioniero o ai prigionieri tocca dar da mangiare a me. e tu non li minacci nemmeno di tortura. Diffcile che ammettano i favoritismo arbitrali e la sudditanza psicologica. Alcuni tentano persino la fuga. Ad un ragioniere di Alessandria ho dovuto perfino sparare per finta. Lui poveretto si è steso per terra in giardino. Fortuna che era notte, altrimenti poteva riconoscere qualche elemento della casa e farci beccare."
"Avete mai catturato qualche uomo e donna insieme?" Ha chiesto l'infermiere.
"Sì, si sono messi a fare del sesso in cantina. Uno schifo. Quando li abbiamo liberati hanno continuato a vedersi per un anno. Li abbiamo spiati e ci siamo divertiti un mondo. facevamo telefonate minatorie minacciando di rivelare ai rispettivi coniugi." Ha detto ridendo la moglie del mio amico.
"Tu gli avevei messo quel peperoncino venezuelano nella sbobba, mi ricordo. Non avevano ritegno. Facevano la cacca nel vaso e poi si avvinghiavano subito dopo. La donna non era nemmeno juventina, teneva il Casale, serie C2, così lei l'ha liberata subito. A lei piacciono le liberazioni, così fa la buona. Poi li incoraggia, dice che si riprenderanno presto, che dimenticheranno e sconsiglia loro di concentrarsi molto sulle indagini. A volte li bacia in fronte prima dell'addio."
"E cosa dovrei fare? Una finta esecuzione? Tanto lo capiscono che non siamo maligni." Ha concluso lei prima di darmi una strizzatina di testicoli.
Alla fine abbiamo lasciato correre. Abbiamo accantonata tutti quei discorsi e siamo andati a casa del mitico DJ Salvo Minoccheri in località Casalgrande. qui la festa è continua. I vassoi di coca si sprecano e Salvo se ne sta dietro la sua consolle a emanare techno-house per tutti.
Ha baciato mia moglie alla francese e lisciato le mammelle alla moglie del mia amico. Ha abbracciato l'infermiere e inscenato un saluto complicatissimo fatto di mosse, contromeosse e mossette col mio amico. Ha me ha detto:
"Ciao Dottor House, come sta quella rossa trash che mi hai passato all'agriturismo? O non era l'albergo Airone?"
Chissà con chi mi confondeva, comunque la festa era in una fase ottima. Da sotto i tavoli sono spuntate una mezza dozzina di Messaline magre e col seno poco prospero, con abito bianco e bretelline che si sono messe a declamare rap d'autore:
Mia brutta, io ti voglio cuocer tutta
sei una castagna spettinata,
come una puttana appena nata
mia bella,
io ti bevo in scodella
sei come il vento
ma di sbranarti non mi pento
mia brutta,
mio dolce e mia frutta
della tua bocca se ne può far due,
ti amerei anche se avessi la lue
mia bella,
anche meglio della tua gemella sorella
son freschi i tuoi baci rapaci
come angurie profonde come le mie lussurie
Poi il mio amico ha insistito per andare. Ha detto che era il momento giusto, fin che la festa era in auge. Mi ha chiesto se domani lo accompagno insieme all'infermiere. devono andare in tre posti: da una prostituta, dal pusher e dal maestro di piano.
Labels: JUVENTUS BARCONE ANGURIA
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